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Music review from Progresiva70s.com for album 'Vinyl Spring, Digital Autumn' (in Spanish)

Music review from Progresiva70s.com for album

Romislokus: tercer CD (aun en elaboracion)
'Russian Progressive Rock Band' subtitula la gacetilla de prensa de Romilokus, que contiene excelentes criticas de varios de los conocidos medios de prog rock. Reunidos en 1998 y con dos albumes en su haber ('Between Two Mirrors' y 'Vinyl Spring, Digital Autumn'), estan atareados actualmente en su tercera produccion. Los temas de este nuevo trabajo pueden bajarse en formato mp3 desde su sitio en la red: www.romislokus.com . Musica elegante que escojo situar en la corriente neoprogresiva, con variadas influencias y caracteristicas entre las que se destacan las provenientes del pop elaborado y ornamentado. Agradables melodias muy pegadizas (me he sorprendido a mi mismo tarareandolas) Una presencia electronica basada en los teclados, computadoras y algunas partes de guitarra se complementan en algunos temas con la delicadeza de las cortinas del cello de Irina Yunakovskaya. El timbre de la voz de su cantante Yuri Smolnikob me recuerda a la de David Thomas de Pere Ubu pero la alienacion de David es reemplazada por una profunda calidez. No he escuchado los anteriores discos pero a traves de los comentarios puedo interpretar que se encuentran simplificando su propuesta. Esperaremos a escuchar terminado el actual trabajo para elaborar un juicio mas completo.
Evgeniy Gorelov: teclados
Mikhail Voronov: guitarras
Yuri Smolnikov: gitarra ritmica, voz.
Dmitriy Shelemetev: bateria
Maksim Karavaev: computadoras
Mikhail Brovarnik: bajo
Irina Yunakovskaya: cello

December, 2002.

Humberto Luna

http://www.progresiva70s.com/nuevos_albumes.htm#Romislokus

Music review from RottersClub.net for album 'Vinyl Spring, Digital Autumn' (in Italian)

Music review from RottersClub.net for album

Vinyl Spring, Digital Autumn
Dalla fredda Russia, questa formazione composta da sette musicisti giunge al secondo album con la sua musica dai molteplici colori. I Romislokus puntano, infatti, su una miscela di suoni e di stili diversi che rendono particolarmente variegata l'opera realizzata. Si passa, cos?, da situazioni vicine ad uno stralunato progressive romantico ('The Snow Of The Rails', '78', 'Substance') ad altre che si diversificano accostandosi maggiormente allo space-rock ('Absolute Control', 'Miss The Target', 'Tuner') e al pop sinfonico ('It Is Winter', 'Smoke'); il tutto senza disdegnare fugaci incursioni in una sorta di 'ambient-jazz' moderno ('A Tree By The Wall'), ballate melodiche ('The Face Of A City') e giuste dosi di elettronica qua e l?.
I brani non sono mai molto lunghi, ma sono costruiti con eleganza e ben cantati in madrelingua da Yuri Smolnikov, e l'ampia strumentazione, che vede a fianco dei classici strumenti rock anche violoncello, violino, soavi backing vocals femminili e vari campionamenti, permette una vasta gamma di sonorit?. La musica proposta ? buona, cos? come la registrazione, specie considerando che si tratta di un'autoproduzione, e i contrasti tra suoni acustici ed elettronici hanno il loro fascino, ma forse sarebbe meglio per il gruppo cercare di seguire un numero minore di strade, visto che, se ? vero che le qualit? ci sono, pure si avverte una certa frammentariet?.
Promossi, in attesa dell'esame di maturit?.

November, 2002.

Giuseppe Di Spirito

http://www.rottersclub.net/recensioni/r/re1romislokus.html

Music review from KALPORZ.COM for album 'Single 2002' (in Italian)

Music review from KALPORZ.COM for album

Il progetto-Romislokus viene alla luce a Mosca nel 1998, per mano di Yuri Smolnikov (chitarra e voce), musicista appassionato della scena prog rock degli anni '70. Passione che questo EP mostra in maniera abbastanza palese, pur nascondendola spesso in una nuvola pop.
La band, oltre che da Smolnikov, e composta da Mikhail Voronov (chitarra), Mikhail Brovarnik (basso), Anna Goya (violino), Irina Yunakovskaya (violoncello), Evgeniy Gorelov (tastiere), Dmitriy Shelemetev (batteria) e Maksim Karavaev.
L'attacco di 'Cool' mostra da subito ottime potenzialita, soprattutto nell'uso della voce, anche se piu che davanti ad una band prog sembra di trovarsi davanti un perfetto gruppo pop, solo leggermente deviato dalla chitarra acida e dai campionamenti. 'I'm Tired' presenta una ritmica piu sincopata, con pause, accelerazioni, una chitarrina funky che si mischia ad un basso dark e a delle tastiere prog, prima dell'intervento della slide guitar: spiazzante.
L'attacco di 'If' e dato dalle tastiere, che creano un'atmosfera ambient, con un tappeto sonoro che sovrasta l'intero brano, adagiato sul pianoforte e sulle tastiere. Di maniera, ma molto bello, l'intermezzo strumentale, con le chitarre e il basso impegnati in un divertente gioco ad inseguimento. Ballata alla vecchia maniera, insomma, che mostra nuovamente il volto pop celato dietro la maschera prog, e nel finale mostra addirittura tendenze da nuova elettronica.
'Freedom' e il brano piu serrato, con una strofa incentrata su chitarre distorte e basso e un ritornello pacificante ed etereo. Il crescendo di tastiere, pur nella sua riuscita emozionalita, ricorda da vicino il technopop anni '80 (gli Europe in particolare). Gli intermezzi con reminiscenze anni '70, arpeggi acustici, pause, riprese sincopate, chitarre distorte e tappeti sonori orchestrali fanno di 'Freedom' il gioiello dell'album.
Album che si chiude con un brano, 'Persici', cantato in italiano (!!!!). Ebbene si, una band prog/pop russa che canta e si diletta in italiano, con risultati di gran lunga superiori rispetto ad alcuni nostri presunti cantanti italiani (non faccio nomi per non rovinare la lettura). Il brano, che si apre con una bellissima ouverture per archi e tastiere, e una canzone pop, stavolta neanche mascherata con intenti prog, in cui convivono le dolcezze di violino e violoncello, per la prima volta protagonisti della scena. Il testo, traslato da Alberto Nucci, e sostanzialmente la metafora dell'esistenza umana.
Un lavoro interessante, questo dei Romislokus, che devono ancora centrare perfettamente l'obiettivo della loro musica ma che non annoiano mai. E questo non e certamente poco.

October, 2002.

Raffaele Meale

http://www.kalporz.com/recensioni/romislokus.htm

Music review from La Stampa daily newspaper for album 'All Day Home' (in Italian)

Music review from La Stampa daily newspaper for album

Lasciate cadere alcuni semi di musica elettronica nel campo del rock progressivo e otterrete All Day Home. Nati nel 1998 nel nome della contaminazione tra le sonorita vintage di trent'anni fa e le moderne tecnologie, la band russa di Kirov convoglia nelle proprie canzoni esperienze e repertori di diversa origine. E All Day Home e un po' la sintesi di questi vari fronti artistici in cui hanno transitato i suoi componenti.
I musicisti che danno vita a questo progetto sono Evgeniy Gorelov (tastiere), Mikhail Voronov (chitarre), Yuri Smolnikov (voce e chitarra ritmica), Dmitriy Shelemetev (batteria), Maksim Karavaev (computer e programmazioni), Mikhail Brovarnik (basso) e Irina Yunakovskaya (violoncello).
Per il loro terzo album i Romislokus hanno confezionato dieci brani scritti prevalentemente in inglese. Ma ci sono anche un testo cantato in italiano (Persici) e uno in francese (L'amour) ad abbracciare idealmente tutto il circuito musicale a cui il gruppo fa riferimento.
Alla voce calda e profonda del cantante si uniscono gli abili giochi di chitarra di I'm tired; la perfetta fusione tra il mondo pop e quello rock (nella traccia in lingua transalpina) che rappresenta meglio lo stile del gruppo; e il chiaroscuro intrigante di Freedom in cui si alternano punte di hard rock e aperture melodiche. La traccia piu immaginifica del disco resta comunque Dreg con i suoi ampi spazi strumentali sostenuti dalle tastiere.
Un carattere cosi eterogeneo si spiega tenendo presente che una parte del gruppo e passata anagraficamente attraverso la vecchia avanguardia del prog e il pop elettronico degli anni '80. Il che ci porta alla presente e libera combinazione dei linguaggi che mescola tutti questi sapori. L'equilibrio non e sempre dei piu calibrati e qualche suono meriterebbe di essere affinato meglio, ma il risultato nel complesso e interessante.
Il collettivo dei Romislokus muove i suoi primi passi nei festival musicali indipendenti. Nel 2001 viene realizzato l'album di debutto Between Two Mirrors. Segno di una produttivita viva e redditizia, nei primi mesi di quest'anno viene pubblicato Vinyl Spring, Digital Autumn, seguito a breve distanza dall'ultimo All Day Home. Nel frattempo il nome di Gorelov e compagni ha gia fatto il giro del mondo conquistando vari apprezzamenti. I venti del rock qualche volta si alzano anche da est.

October, 2002.

Marco Novaro

http://www.lastampa.it/_web/_RUBRICHE/musica/default_canzoni.asp

Music review from Progressive Newsletter for album 'Vinyl Spring, Digital Autumn' (in German)

Music review from Progressive Newsletter for album

Progressive Newsletter #40, June, 2002
Romislokus - Vinyl spring, digital autumn
(51:47, Privatpressung, 2002)
Das Verstandnis, was denn nun unter Progressive Rock zu verstehen sei, lasst sich ja dummerweise nicht nur in zwei Satzen erklaren. Doch scheint in anderen Landern durchaus was anderes unter diesem Begriff gemeint, als landlaufig das, was sich so in unserem Heft tummelt. Die Mitglieder von Romislokus aus Russland grundeten ihre Band, um laut eigener Aussage im Feld des 'Progressive Rock' zu experimentieren. Dummerweise scheinen sie den Begriff Progressive eher wortwortlich zu verstehen - ihre Musik hat nun keineswegs immer augenscheinlich ihre Wurzeln in den 70ern. Doch in ihrem Rockgrundgerust schimmern immer wieder keineswegs alltagliche Elemente durch, es gibt sogar kleinere fast schon neo-proggige Keyboardsequenzen, zum Grossteil sind ihre Sounds aber meist recht modern, sie orientieren sich ganz grob gesprochen eher an Bands wie Radiohead und Konsorten, bewegen sich auch mal im elektronischen Bereich.
Rhythmisch sind die zehn Titel eher geradlinig gehalten, was zum Teil wahrscheinlich auch daran liegt, dass der Takt aus der Steckdose kommt. Der russische Gesang gibt der Musik einen leicht mystischen Anstrich, durchbrochen von einigen Cello und Violinenparts. Die Gitarre erinnert hier und da an den mehr waveorientierten Klang, den King Crimson in den 80ern bevorzugte, die Keyboards umspielen leicht klassisch angehaucht, den leicht exotisch wirkenden Rock / Soft Rock. Im Verlauf der CD schalen sich zwar immer mehr neo-proggige Anleihen an Gitarren und Keyboards heraus, im Grunde genommen sind dies aber nur Ansatze, da die Band im Gros mehr in bekannten, recht ruhigen Rock Regionen umherwerkelt. Die melancholische russische Seele sorgt dennoch fur einen traurigen, sympathischen Anstrich.
Insgesamt ist aber 'Vinyl spring, digital autumn' mehr eine Album aus Kategorie brav und unauffallig, auch wenn der Wille der Band, sich mal an etwas anderen Rockgenres zu versuchen, durchscheint.

June, 2002.

Kristian Selm

http://progressive-newsletter.de/
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